Viaggio al Termine..."Ci veniamo, noi, a cercare a tentoni la nostra felicità, che il mondo intero ci insidiava con rabbia." |
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Ahamkara
"«Ti odio! Ti adoro!» Si tira avanti, ci si tiene compagnia, si appioppa la vita al bipede del secolo dopo, con frenesia, a ogni costo, come se fosse straordinariamente divertente perpetuarsi, come se quello ci potesse rendere, in fin dei conti, eterni. V
Inhalt
"Il mondo si è dato un occhio capace di contemplarlo, un cervello capace di comprenderlo; già, e con ciò? Non affevolava in nulla la comprensione del fenomeno."Houellebecq
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ven, 09 novembre 2007 16:51
ven, 30 marzo 2007 12:54
il Maestro e Margherita - Bulgakov
Ho cominciato... Il Mestro E Margherita - Bulgakov Bulgakov inizia a scrivere il romanzo nel 1928, ma la prima versione va distrutta (come afferma lo stesso autore, viene bruciata in una stufa) nel marzo del 1930, quando Bulgakov viene informato dell'imminiente censura che sarebbe spettata alla sua opera dal contenuto cabalistico (Кабала святош). Bulgakov, si rimette al lavoro nel 1931, completando così la seconda redazione, in cui l'intreccio era già solido e simile a quello definitivo, nel 1936. La terza scrittura dell'opera viene completata nel 1937, ma Bulgakov continua a mettere mano al romanzo ed a "ripulirlo" con l'aiuto della moglie. Egli smetterà di lavorare sulla quarta stesura solo quattro settimane prima della sua morte, nel 1940, e così Il maestro e Margherita verrà ultimato dalla moglie nel 1941. Nei numeri 11, 1966 e 1, 1967 della rivista «Moskva» appare una versione censurata del romanzo: circa il 12% dell'opera non è pubblicato ed una parte ancora maggiore viene modificata. Le parti censurate e quelle modificate vengono invece pubblicate in samizdat insieme a tutte le indicazioni dei punti in cui il romanzo era stato "corretto". Nel 1967 la casa editrice Posev di Francoforte mise sul mercato una versione completa dell'opera basata sui contenuti dei samizdaty. In Unione Sovietica la prima versione competa del libro curato da Anna Saakjants, viene pubblicato nel 1973 dalla rivista «Chudo¸estvennaja Literatura» («Художественная литература»): questa versione rimarrà quella definitiva fino al 1989, quando venne sostituita da quella preparata dall'esperta letteraria Lidija Janovskaja con l'aiuto di tutti i manoscritti disponibili. http://it.wikipedia.org/wiki/Il_maestro_e_Margherita
gio, 15 marzo 2007 11:27
Buona notte Capitan America"Marvel Uccide Capitan America"
un cecchino centra il supereroe mentre sta uscendo dall’aula di un tribunale in cui si disputava una causa a favore della liberta' dei cittadini...
lun, 05 marzo 2007 11:23
è per mentire alla propria miseria che cova già nel loculo di tutti.
Quando finisce una storia ti vien voglia di metterti a correre per lasciarla là dietro quella menzogna, che così tanto nauseabonda ti diventa quella roba là, dopo che hai mentito per così tanto tempo alla vita, per negarla che si finisce per farsi tante tenerezze, mica altro, è per mentire alla propria miseria che cova già nel loculo di tutti. Allora tocca approfittarsene di quei attimi di lucidità, prima ancora ti giunga il tanfo di una nuova e tornare nuovamente a mentire a te e a tutto il mondo. In giro, margherite che fioriscono a bordo strada, gente che dorme in macchine impolverate, parcheggiate sotto un lampione, bruciati nel morale e logori nel vestirsiÂ… nel buio dei quartieri depressi, di gente che lavora duro quotidianamente, pur privi di prospettiveÂ… Vedi poi, sfrecciare macchinoni e li vedi laÂ’ che se ne fottono di come vanno le cose agli altri. EÂ’ triste alzarsi la mattina e sapere che i potenti se ne stanno a curarsi i beni costruiti con i soldi della genteÂ… li vedi che si mettono in strada gasati, che le cose vanno tanto bene a loro. Con la loro falsa indignazione ai fatti della vita realeÂ… Nuovi br criminali? Ci andassero loro a lavorare come gli schiaviÂ… E si ricomincia con i conti al buio di un lampione, che ti mancherebbe sono un pneumatico di quella là che saresti fuori dai problemi, e tutta la macchina per esserne una volta per tutte... si ama per mentire alla miseria, che non sei già sua, la miseria è una donna mostruosa e tu te la sei già sposata sulla carta, e allora figli maschi! Evviva! Lo sapevo già questo e non è nemmeno una scoperta miaÂ…
gio, 22 febbraio 2007 17:14
Paese che vai, governo che trovi...Italia nucleare "Ma che volevano di più?" ha detto lo spocchiobaffo sdegnato. - Beppe Grillo Vedite anche...
Pubblicato il 13 luglio 2006 Seduta n. 18 MARTONE , PISA , FERRANTE , RIPAMONTI , PETERLINI , RUSSO SPENA , BRISCA MENAPACE , ALBONETTI , ALLOCCA , BELLINI , BOCCIA Maria Luisa , BONADONNA , BRUTTI Paolo , CAPRILI , COSSUTTA , DI SIENA , DE PETRIS , DONATI , GAGLIARDI , GIANNINI , MALABARBA , MELE , SCALERA , SILVESTRI , SODANO , TECCE , TURIGLIATTO , VALPIANA Il Senato, premesso che: le armi nucleari continuano ad essere la più grave minaccia alla sopravvivenza della specie umana e del pianeta; verso la metà degli anni ‘60, in piena guerra fredda, inizia a farsi sentire la preoccupazione per la proliferazione delle armi atomiche. Nel 1961 lÂ’ONU apre un grande dibattito sulle misure per la prevenzione della diffusione degli ordigni nucleari che si conclude nel 1968 con la firma del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP); oggi il Trattato vede lÂ’adesione di tutti gli Stati del mondo, dotati di armi nucleari e non, ad eccezione di India, Israele e Pakistan. LÂ’obiettivo principale del Trattato è, nel breve periodo, il controllo e, nel lungo periodo, il disarmo totale di tutti quei Paesi ancora in possesso di armi atomiche. Il Trattato proibisce, infatti, agli Stati firmatari di fabbricare, distribuire o acquisire armamenti, tecnologie o materiali utilizzabili per la loro costruzione; il regime previsto dal TNP oggi risulta essere particolarmente indebolito dalla decisione, consolidatasi nel corso dellÂ’ultima Conferenza di revisione (2005), di dare priorità ad uno dei tre pilastri del Trattato, privilegiando la non proliferazione rispetto al disarmo delle potenze nucleari, mettendo così a rischio tutta lÂ’architettura multilaterale sul disarmo nucleare; attualmente i principali Paesi che dichiarano di possedere armi atomiche, facendo parte del cosiddetto Club dell'atomo, sono: Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Pakistan e India. Israele ufficialmente non dichiara di possedere armi nucleari ma è opinione diffusa che disponga di un arsenale nucleare "illegale" composto di 100 o 200 testate. La Corea del Nord ha un programma nucleare dichiarato ufficialmente e, secondo alcune fonti, già disporrebbe di alcune testate nucleari, mentre altre nazioni, prima fra tutte l'Iran, sono fortemente sospettate di perseguire un programma di armamento nucleare; tre Repubbliche dell'ex URSS (Bielorussia, Kazakistan e Ucraina) hanno già aderito al TNP come Stati non nucleari. Questo implica che, in un periodo limitato di tempo, le armi nucleari dell'ex URSS, collocate fuori dal territorio della Federazione, dovranno essere ricollocate nella stessa Federazione Russa; la pressione del mondo occidentale sullÂ’Iran e sullÂ’Agenzia internazionale per lÂ’energia atomica (Aiea) porta la questione del nucleare iraniano allÂ’attenzione del Consiglio di Sicurezza dellÂ’ONU, anche per iniziativa di Paesi dellÂ’Unione europea, in particolar modo di Francia e Gran Bretagna, due dei negoziatori che si trovano in violazione del Trattato di non proliferazione, per non avere rispettato lÂ’obbligo del disarmo nucleare imposto dallÂ’art. VI del Trattato e ribadito dal parere della Corte internazionale di giustizia (CIG) del 7 luglio 1996; secondo il parere della CIG, “i Governi hanno lÂ’obbligo di impegnarsi in negoziati internazionali che portino ad una proibizione totale e globale delle armi nucleari”; gli Stati Uniti, in questo momento, sono lÂ’unica potenza nucleare ad avere proprie armi atomiche dispiegate sul territorio di altri Stati; il Governo statunitense ha ribadito molte volte di non escludere l'opzione nucleare per rispondere ad attacchi con armi biologiche o chimiche; il «Nuovo Concetto Strategico» adottato dalla NATO nel 1999 (e le successive modificazioni) afferma esplicitamente il ruolo essenziale giocato dalle forze nucleari degli Alleati e si è adeguato allÂ’evoluzione delle dottrine nucleari statunitensi (un documento riservato del 2000 prevede la possibilità dellÂ’uso di armi nucleari contro Stati dotati di armi chimiche o biologiche, anche aderenti al TNP, in aperta violazione della Garanzia di sicurezza negativa); il Trattato impone agli Stati nucleari (art. I) di «non trasferire assolutamente a nessun destinatario armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi o il controllo su tali armi o congegni esplosivi direttamente, o indirettamente; ed a non assistere, incoraggiare, o indurre in nessun modo qualsiasi Stato che non disponga di armi nucleari a fabbricare od acquisire altrimenti armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, o il controllo su tali armi o congegni esplosivi», ed agli Stati non nucleari (art. II) di «non ricevere assolutamente da qualsiasi cedente il trasferimento di armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi o il controllo su tali armi o congegni esplosivi direttamente, o indirettamente; a non fabbricare o acquisire altrimenti armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi; e a non cercare o ricevere nessuna assistenza nella fabbricazione di armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi»; sei Paesi europei - Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito - ospitano, in base agli accordi NATO sulla “condivisione nucleare” , 480 bombe nucleari di proprietà e sotto il controllo degli USA; secondo i dati contenuti nel dossier “US Nuclear Weapons in Europe” pubblicato dal Natural resource defense Council americano nel febbraio 2005, in Italia sono custodite, in virtù dellÂ’accordo Stone Ax con gli USA, 50 bombe atomiche nella base di Aviano e altre 40 in quella di Ghedi Torre, in provincia di Brescia. Le bombe nucleari sono del modello B 61, che ha una potenza massima di 170 kiloton, dieci volte superiore all'atomica di Hiroshima, e può essere regolato fino a un minimo di 0,3 kiloton. Questo tipo di arma non si presta ad essere montato su missili ma può essere sganciato da cacciabombardieri; lÂ’Italia stessa risulterebbe pertanto in violazione del Trattato, contraddicendo le regole di non proliferazione che Stati Uniti ed Europa cercano di imporre ad altri Paesi e pregiudica la credibilità e lÂ’autorevolezza dellÂ’Italia nei consessi internazionali relativi al disarmo nucleare ed alla non proliferazione; le 90 bombe atomiche presenti a Ghedi ed Aviano non sono gli unici ordigni nucleari presenti sul territorio nazionale, basti pensare a quelle testate trasportate da sommergibili a capacità nucleare che possono attraccare liberamente in ben 11 porti italiani, con gravi rischi per la sicurezza, grazie ad accordi con gli USA coperti da segreto militare, o quelli ancora distaccati presso la base statunitense di Santo Stefano sullÂ’Isola de La Maddalena; considerato che: gli Stati autonomamente possono decidere di non accettare queste armi ed hanno il potere di richiederne la rimozione; infatti gli ordigni nucleari USA-NATO sono stati rimossi dal Canada, dalla Grecia, dalla Danimarca (Groenlandia) e dall'Islanda, ed ognuno di questi Paesi continua a far parte in maniera attiva della NATO; i Governi dei Paesi europei membri della NATO rivestono un ruolo diretto nello sviluppo delle politiche dell'Alleanza e hanno la possibilità di modificare queste politiche, e che il prossimo novembre si terrà a Riga la Conferenza annuale della NATO che tra lÂ’altro ridiscuterà del Concetto strategico della NATO; molte sono le iniziative in corso in tutto il mondo, guidate dalla campagna Mayors for Peace, lanciata dai Sindaci di Hiroshima e Nagasaki e dalla coalizione “Abolition Now!”, promossa da più di 2.000 associazioni e organizzazioni non governative in tutto il mondo; la questione degli accordi di condivisione nucleare è stata oggetto di importanti iniziative in parlamenti di Paesi NATO, tra cui Germania e Belgio. In questÂ’ultimo, Camera dei Deputati e Senato hanno approvato risoluzioni che richiedono la rimozione degli armamenti nucleari statunitensi dal loro Paese; nell'ambito di un sondaggio commissionato recentemente da Greenpeace ad Eurisko, alla domanda “Vuoi che l'Europa sia libera o no dalle testate nucleari?”, il 71,5 per cento degli italiani ha risposto affermativamente a questa domanda, impegna il Governo: a richiedere alla NATO che gli armamenti atomici di stanza in Italia siano riconsegnati agli Stati Uniti per lo smantellamento; a garantire la creazione di un sistema di verifica indipendente e pubblicamente responsabile che accerti lÂ’assenza degli ordigni nucleari e lo smantellamento dei ricoveri protettivi; a pubblicare un rapporto annuale sull'ambiente e di controllo della radioattività delle basi militari nucleari e a redigere un piano di intervento e bonifica di ogni contaminazione inquinante e/o radioattiva durevole derivante dalla presenza di armamenti atomici; ad avviare un confronto politico allÂ’interno dellÂ’Unione europea affinché la comunità stessa richieda agli Stati Uniti il ritiro di tutti gli ordigni atomici USA-NATO presenti in Europa per il loro smantellamento; a chiedere al Consiglio Nord Atlantico di cancellare qualsiasi riferimento esplicito agli armamenti nucleari da ogni missione, mandato, concetto strategico e struttura della NATO, inoltre a far in modo che l'intero equipaggiamento militare e le infrastrutture assegnati alla NATO non forniscano sostegno e supporto ad una qualsiasi missione nucleare della NATO; ad intervenire in tutte le sedi opportune affinché osservatori internazionali appartenenti alle Nazioni Unite e all'Aiea abbiano il mandato, dÂ’intesa con la NATO, di sorvegliare il ritiro degli armamenti atomici USA-NATO, e la distruzione dei ricoveri protettivi per gli ordigni in tutti gli hangar, nonché di effettuare regolari ispezioni di quegli stessi siti onde garantire che il potenziale nucleare non possa esservi ripristinato; a rivedere il «Nuovo Concetto Strategico», adottato dalla NATO nel 1999, con successive modificazioni, dove si afferma esplicitamente il ruolo essenziale giocato dalle forze nucleari degli Alleati e adeguato allÂ’evoluzione delle dottrine nucleari statunitensi; a sostenere nellÂ’ambito delle Nazioni Unite la convocazione della Conferenza ONU sul disarmo per rilanciare a livello internazionale unÂ’iniziativa per il disarmo nucleare e per la creazione di aree denuclearizzate in Medio Oriente e nel Mediterraneo. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=15&id=210849 --------------------------------------------------------------------------------------- Incredibile che non e' passata la legge? Ma siete incredibili voi!!!!! gio, 22 febbraio 2007 13:07
Viaggio al Termine della Notte - L.F.C. pag 205 La repubblica il 900
205 “Continuando a perorare a quel modo tra una furberia e una banalità non potevo impedirmi di scorfere più chiaramente altre ragioni oltre alla malaria per la depressione fisica e morale da cui mi sentivo sopraffatto.Si trattava in più dÂ’un cambiamento dÂ’abitudine, bisognava che imparassi ancora una volta a riconoscere nuovi volti in un nuovo ambiente, altri modi di parlare e di mentire. LÂ’indolenza è quasi forte come la vita. La banalità della nuovo farsa che bisogna recitare vi annienta e vi occorre tutto sommato ancora più vigliaccheria che coraggio per ricominciare. È questo lÂ’esilio, lÂ’estraneo, questa inesorabile osservazione dellÂ’esistenza come è davvero durante quelle poche ore lucide, eccezionali nella trama del tempo umano, in cui le abitudini del paese precedente vi abbandonano, senza che le altre, le nuove, vi abbiano ancora rincoglionito a sufficienza,
Tutto in quei momenti viene ad aggiungersi alla vostra immonda miseria per forzarvi, debilitati come siete a scoprire le cose, la gente e lÂ’avvenire così come sono, cioè degli scheletri, nientÂ’altro che nullità, che bisognerà tuttavia amare, vezzeggiare, difendere, animare come se esistessero.” Â…. “il viaggio è la ricerca di questo niente assoluto, di questa piccola vertigine per ciglioni.” lun, 19 febbraio 2007 12:26
Brigate Rosse - Beppe Grillo
"I sindacalisti sono istituzionali, qualche volta conservatori, spesso riformatori. Osservatori del mondo del lavoro. Amano lo Stato, diventano presidenti della Camera, del Senato. Perfino ministri e sindaci. Dopo lÂ’Arma dei Carabinieri ci sono loro. E allora perchè nessuno si è chiesto perchè dei sindacalisti sono diventati brigatisti rossi? - Beppe Grillo mer, 14 febbraio 2007 13:45
Beatitudine, sembrava triste di partire, è sempre così...Camminando sul cemento chiassoso del traffico mattiniero, mi reco all'università, a passettini, passo davanti il vecchio laboratorio, che a salvarmi forse m'ha rovinato. All'università niente di nuovo, se nonché il tempo ch'è passato, è brutto guardarsi intorno e capire che s'è fuori dai giochi, che sei da ritiro ormai, che le coscienze giovani allettano le speranze della vita, più di te, ormai alla coda della gioventù. Incrocio D. un'amica, abbiamo fatto lo stesso liceo io e lei, sicuramente facoltosa di famiglia, con quello che costa! La bellina era contenta di vedermi, camminava con la mamma, anche lei molto bella, è proprio vero, più che la bellezza in sé, sono i soldi a far belle le donne. Le vedi che passeggiano le signore di certi quartieri, di certi palazzi, che appresso si lasciano gli sguardi invidiosi, della loro gioventù eterna.
lun, 05 febbraio 2007 10:02
Muro PalestineseNOTTE MACROSCOPICA MEDIO ORIENTE Olmert vuole cambiare il tracciato del muro Il primo ministro israeliano Ehud Olmert sta pensando di cambiare il tracciato del muro di separazione con la Cisgiordania per includere gli insediamenti colonici di Nili e Na'aleh. Il nuovo percorso isolerebbe circa 17mila palestinesi dal resto dei Territori. La portavoce del governo Miri Eisin ha detto che una decisione definitiva sarà presa nelle prossime settimane. Gulf News, Emirati Arabi Uniti
mer, 31 gennaio 2007 10:08
L'arte del sogno - Michel Gondry
Dall'autore di Se mi lasci ti cancello ( 2004 ), un film sintetico sul suo modo di fare cinema. Estremamente originale, ma non ha la poesia che aveva il precedente. Vedi anche Eternal sunshine in a spotless mind
Voto 7.7 lun, 22 gennaio 2007 11:38
Confronto Tra l'Odissea-Viaggio al Termine della NotteGuardate cosa ho trovato... "Viaggio al Termine della Notte, un anti Odissea" (in fr) Plan1. Introduction : le mythe, une matrice de données signifiantes 2. Les références explicites à Ulysse dans l'½uvre de Céline : Foudres et Flèches et Féerie pour une autre fois 3. L'utilisation en immergence de la figure d'Ulysse dans Voyage au bout de la nuit A. Le but du voyage : l'intention centripète d'Ulysse et celle centrifuge de Bardamu B. Molly et Calypso : l'offre d'une autre vie C. Voyage au bout de la vie : la descente aux Enfers 4. Conclusion lun, 22 gennaio 2007 11:18
Louis-Ferdinand Céline - Lev Trockij, maggio 1933
«Louis-Ferdinand Céline ha fatto il suo ingresso nella grande letteratura come altri entrano a casa loro. Uomo di grande maturità, dotato della vasta provvista di osservazioni del medico e dell'artista, forte di una suprema indifferenza nei confronti dell'accademismo e con una sensibilità eccezionale per la vita e per il linguaggio, Céline ha scritto un libro che resterà, quand'anche ne scrivesse altri e che fossero dello stesso livello. Il Viaggio al termine della notte, romanzo del pessimismo, è stato dettato dallo sdegno nei confronti della vita e dalla stanchezza ch'esso genera più che dalla rivolta. Una rivolta attiva è sempre unita alla speranza. Nel libro di Céline di speranza non v'è traccia.»
Tag:
louisferdinand cline
lun, 08 gennaio 2007 10:07
Apri Gli Occhi (Abre los ojos)Ho visto.... Apri Gli Occhi (Abre los ojos)
Cast
Pepe Navarro, Miguel Palenzuela, Ion Gabella, Gerard Barray, Fele MartÃnez, Najwa Nimri, Chete Lera, Penélope Cruz, Eduardo Noriega
Regia
Sceneggiatura
Diciamo che Vanilla Sky e' copiato scena per scena, inquadratura per inquadratura. Il volto e' piu' alto per l'originalita'.
Voto 8.2 ven, 05 gennaio 2007 12:15
Blade Runner - Ridley ScottHo rivisto....
Blade Runner
Ispirato dal romanzo (Do Androids Dream of Electric Sheep?)http://www.eymerich.com/articoli/art11.htm
«I've seen things you people wouldn't believe. Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched c-beams glitter in the dark near the Tanhauser Gate. All those... moments will be lost... in time, like tears... in rain. Time to die.»
Voto: 9.2
Titolo: Blade Runner (Id.)
gio, 28 dicembre 2006 17:27
gio, 21 dicembre 2006 18:09
Welby - Nottefonda nel nostro animo.Lettera a Napolitano :"Io amo la vita, presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso... Morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita... è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio... è lì, squadernato davanti ai medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c'è pietà''. - Piergiorgio Welby
gio, 21 dicembre 2006 15:37
Tutta la verità su Houellebecq - Camilla on lineTutta la verità su Houellebecq
http://www.carmillaonline.com/archives/2003/04/000207.html gio, 21 dicembre 2006 13:57
GAO XINGJIAN Viaggio al termine della notte cineseViaggio al termine della notte cineseDa: dal Corriere Commenti
DISSIDENTI Esce «La montagna dell’anima», capolavoro del premio Nobel: un lungo percorso alla ricerca delle radici in una terra offesa da confucianesimo e marxismo GAO XINGJIAN Viaggio al termine della notte cinese di RENATO FERRARO
La Cina che tutti sogniamo, la Cina magica delle leggende e dei cantastorie, la Cina che il comunismo e poi il consumismo hanno quasi obliterato, la Cina spirituale, libera e individualista del Tao e dello Zen, la Cina che sopravvive in segreto nel cuore di quei cinesi - e sono tanti - non piegati da millenni di confucianesimo e qualche decennio di totalitarismo leninista. Questa è la Cina in cui ci accompagna Gao Xingjian, lo scrittore pechinese esule a Parigi, premiato nel 2000 con il Nobel per la letteratura. La montagna dell'anima è il titolo del romanzo ed è il luogo sacro verso il quale l'autore ci conduce, senza mai giungervi perché non è in nessun posto ed è ovunque, «è nel profondo di ciascuno di noi». Da oggi in libreria, La montagna dell'anima è il terzo volume delle opere complete di Gao Xingjian, che la Rizzoli ha cominciato a pubblicare l'anno scorso con i racconti Una canna da pesca per mio nonno e una raccolta di lavori grafici a inchiostro di china. La definizione di romanzo fiume si addice alla Montagna dell'anima non solo per la lunghezza. È il romanzo di un fiume, lo Yangtze, il Fiume azzurro, che la narrazione segue attraverso foreste e montagne e attraverso presente e passato, e nelle cui acque si riflettono natura e uomini, passioni, violenze, sogni, e l'intera storia dell'Impero di mezzo. Ed è un fiume romanzesco, in cui il «flusso della lingua» crea situazioni e personaggi, e trasporta il lettore nella Cina delle magie e degli incantesimi, dei rituali e delle superstizioni, dei briganti ed eremiti, dei mandarini crudeli e dei burocrati comunisti ottusi, dei signori feudali e delle Guardie rosse. La struttura fluida della narrazione procede per onde, rivoli, correnti, secondo il gioco dello Yin e dello Yang, diverso dalla nostra logica meccanica occidentale. In patria il sessantaduenne Gao Xingjian è persona non gradita da quando nel 1989, dopo la tragedia di Tienanmen, condannò il regime e rese la tessera del partito. Comunque «uomo contro» egli era apparso fin dai suoi esordi letterari, dei quali aveva dovuto fare un falò all'inizio della Rivoluzione culturale senza per questo sottrarsi a sei anni di «rieducazione» in campagna. Riabilitato dopo il crollo del maoismo nel 1979, era subito finito nel mirino della campagna contro «l'inquinamento borghese», per un saggio sulle tecniche del romanzo moderno che definiva spazzatura tanto il realismo socialista quanto la nuova scuola al servizio delle riforme. Figlio di unÂ’attrice e laureato in Letteratura francese, traduttore di Ionesco e dei surrealisti, Gao ebbe nei primi anni Ottanta un periodo di celebrità a Pechino come autore di teatro. Fermata d'autobus , vietato dopo poche rappresentazioni nell'83, è un remake di Aspettando Godot , e Godot è il socialismo con le sue promesse mai mantenute. Nell'85 L'uomo selvaggio , cronaca di una caccia a Yeren, l'uomo delle foreste cugino dello Yeti, attacca la cultura repressiva confuciana, a favore delle più spontanee tradizioni taoista e buddhista. «Senza Confucio, la sua ideologia del conformismo e le sue tecniche di controllo sociale - ci disse allora Gao - la Cina si sarebbe sottratta a tirannidi e sottosviluppo». Yeren riappare in La montagna dell'anima , come proiezione degli impulsi e desideri ricacciati dall'ipocrisia confuciana non nel fondo delle foreste ma nel profondo dell'inconscio, da dove causano gli scoppi di brutalità fisica e sessuale riferiti ogni giorno dalla stampa cinese. Sesso e violenza, deliri e passioni sono temi ricorrenti del romanzo, insieme con la descrizione dei disastri ambientali e sociali prodotti dalla dittatura, cui s'aggiungono i guai prodotti dalla corsa all'arricchimento. La tela del racconto è un viaggio di dieci mesi e 15 mila chilometri, in autobus, in bicicletta, a piedi, fatto nel 1987 lungo il corso del Fiume azzurro, dalle sorgenti al mare. Angosciato dal clima politico di Pechino, Gao Xingjian aveva preso la fuga verso la Cina interna dove era vissuto da piccolo, abitata da minoranze etniche che conservano costumi e ricordi di ere primordiali o almeno dell'epoca precomunista, colorita e fantasiosa: «Cercavo la pace, cercavo la libertà, cercavo l'essenza della cultura cinese. Cercavo me stesso». La cronaca del viaggio è il tenue filo conduttore. L'intreccio è ridotto al minimo, i personaggi privi d'un nome, talvolta semplici ombre. Le immagini s'accumulano componendo poco alla volta un affresco, la struttura è aperta a ogni direzione che prenda la parola: nel presente o indietro nel passato, con salti di secoli o millenni, verso il mondo esterno o giù nell'anima. C'è un «io» narrante che diviene un «tu» narrato, e un «lui». C'è una «lei» che poi, si apprende, è stata creata da «te»: «Tu hai fatto appello a lei come io ho fatto appello a te... Mentre io, nel corso del lungo viaggio ero immerso nelle fantasie, tu, riflesso del mio io, facevi un viaggio interiore». Gao ha l'ossessione dell'Ego, «questo mostro che mi tormenta». Anche le donne, confessa, lui che di donne è vorace, sono «fantasmi di cui mi servo per illudermi». Il mondo è caos, e l'Ego «il caos supremo». Affascinato dal buddhismo Chan cinese, matrice dello Zen, lo scrittore si chiede se la pace possa essere raggiunta attraverso l'annientamento dell'io cosciente, come insegnava Buddha. A cavallo fra cultura della Cina e cultura moderna occidentale, fra classicismo e sperimentalismo, Gao Xingjian dà prova di un virtuosismo prodigioso nel costruire un'opera estremamente complessa e che eppure risulta al lettore facile e scorrevole, nella traduzione, a sua volta virtuosistica, di Mirella Fratamico, che ha dovuto trasferire la pittura con ideogrammi sonori in frasi ingabbiate da regole grammaticali e sintattiche ignote alla duttile ed evanescente lingua cinese.
Il libro di Gao Xingjian, «La montagna dell’anima», esce oggi da Rizzoli (pagine 644, euro 21,50)
© Corriere della Sera O anche
gio, 21 dicembre 2006 13:47
gio, 21 dicembre 2006 13:42
Houellebecq: La possibilità di un'isola - Giuseppe GennaHouellebecq: La possibilità di un'isola
Comprendo, ma non condivido, le ragioni che conducono Mario Andrea Rigoni a leggere l'ultimo romanzo di Michel Houellebecq come fosse un fumetto male riuscito. Ha ragione Rigoni: è un libro assai sghembo, strabico, che procede attraverso digressioni peggiorative di un tema già pessimo qual è la metafisica nell'epoca di massa. Sembra davvero una parodia heideggeriana male riuscita, un patetico sketch comico sul nichilismo, una specie di avanspettacolo interpretato da un adepto della Fallaci. Sembra anche un saggio svogliatamente ridotto a romanzo d'occasione. Sembra una narrazione a chiave, laddove questa è il passepartout per le camere di un albergo, oltre le cui porte al massimo possiamo scrutare i piccoli segreti meschinelli delle coppie clandestine o i bidet dei singoli occupanti. Sembra un florilegio di haiku scritti da un Oreglio o uno Iacchetti d'Oltralpe. Sembra una fantascienza fatta da chi non la sa fare. Sembra un dépliant lungo trecento pagine e da leggersi prima di un volo in aeroporto. Chi desideri informarsi circa la trama, lo può fare qui. In questo intervento dò per scontati gli elementi narrativi di superficie e l'allucinante miserevole prosaicità del plot che sostiene La possibilità di un'isola. Desidero qui evidenziare alcuni nuclei che interessano me: idiosincraticamente, senza pretendere ecumenismi di giudizio. Michel Houellebecq - La possibilità di un'isola - Bompiani - 18 euro Pubblicato da Giuseppe Genna , il Lunedì 26 Settembre 2005
gio, 21 dicembre 2006 13:38
Il Corriere stronca HouellebecqIl Corriere stronca Houellebecq
I temi del più ardito pensiero antiumanistico dellÂ’Otto e del Novecento non solo sono diventati oggi moneta corrente della discussione accademica, ma si sono degradati ad articolo da supermercato o da turismo culturale, del quale fanno incetta giornali, canzonette, film e romanzi, anche di infimo ordine. Uno di questi - la fine prossima dellÂ’uomo, correlato inevitabile della morte di Dio - aveva trovato un commento epistemologico ancora suggestivo in alcune belle pagine di Michel Foucault e di altri pensatori francesi, ma soprattutto aveva ispirato o aveva accompagnato la grande narrativa fantascientifica del Novecento Anzi, lÂ’autore suppone che la clonazione abbia caratterizzato le prime fasi della nuova umanità, mentre successivamente la scienza sarebbe arrivata alla creazione diretta dellÂ’individuo adulto, senza il processo dellÂ’embriogenesi: unÂ’idea che aggiorna il tema ottocentesco della creazione dellÂ’uomo artificiale, come Frankenstein. gio, 21 dicembre 2006 12:54
I have a dream - Houellebecqdi MICHEL HOULLEBECQ ![]() Che le cose siano chiare: la vita, di per sé, non è malvagia. Abbiamo realizzato un certo numero di sogni. Possiamo volare, possiamo respirare sott'acqua, abbiamo inventato agende elettroniche, il computer. Il problema comincia con il corpo umano. Il cervello, per esempio, è un organo di grande ricchezza e le persone muoiono senza averne sperimentate tutte le possibilità. Non perché la testa sia troppo grande ma perché l'esistenza è troppo breve. Invecchiamo rapidamente, scompariamo. Perché? Non lo sappiamo e non sapendolo siamo tutti insoddisfatti. E' estremamente semplice: gli esseri umani desiderano vivere e tuttavia devono morire. Di qui, il desiderio primario di essere immortali. Certo, nessuno sa come possa essere la vita eterna, però possiamo immaginarlo. Nel mio sogno di vita eterna, non si tratta poi di una gran cosa. Potrei vivere in una caverna. Amo le caverne, c'è ombra e fresco e lì dentro io mi sento al sicuro. Mi domando spesso se c'è stato reale progresso dopo la vita nelle caverne. Quando io sto in quei luoghi, ascoltando in calma il rumore del mare, circondato da creature amichevoli, io penso a ciò che vorrei cancellare dal mondo: le pulci, i rapaci, il denaro e il lavoro. Forse anche i porno e la fede in dio. Sono un poco diverso al presente, non soltanto più giovane, il mio corpo è trasformato, ho quattro gambe, è perfetto, riesco a stare eretto meglio, perfettamente radicato alla terra. Persino quando sono ubriaco, così configurato, non ho paura di cadere. Al contrario dell'uomo primitivo, del canguro e del pinguino, niente mi fa vacillare. E c'è di più: non ho bisogno di vestiti. I vestiti non sono pratici, qualsiasi forma abbiano, ostruiscono la traspirazione dell'epidermide. Nudo mi sento più libero. E, ciò che più importa, non sono né maschio né femmina - sono un ermafrodito. Prima non potevo immaginare la sensazione della penetrazione, non ero omosessuale. Ora posso averne qualche idea, un'esperienza fondamentale che attendevo da tanto tempo. Apro gli occhi e constato che il mio sogno è alquanto superficiale. Mi accendo una nuova sigaretta, tormento il filtro, in realtà non esiste armonia con l'universo. Nei momenti di felicità, per esempio contemplando un bel paesaggio, so istantaneamente che io non ne faccio parte, il mondo mi appare come qualcosa di estraneo, non conosco nessun luogo dove io possa sentirmi a casa. Dio, anche lui, non può risolvere questo problema, peraltro io non credo a nessun dio, non è necessario, né qui né in paradiso. Credo nell'amore, è la sola cosa di valore di cui siamo in possesso, è migliore di un programma di fitness, è meglio dello sport. Forse un giorno il mio sogno di eternità si realizzarà, allora sarò una creatura con zampe, ali o tentacoli, forse altrove, non qui. Contrariamente alla maggior parte delle persone, invecchiando, non temo la morte, riscopro la mia giovinezza, che avevo dimenticato da così tanto tempo e, se le cose vanno male, io mi ritiro nella confortevole difesa del mio lavoro. I miei libri già ora mi garantiscono una certa forma di immortalità. lun, 18 dicembre 2006 16:55
NOTTE MACROSCOPICAS'innaugura NOTTE MACROSCOPICA estensione mondiale di Viaggio al Termine...
mer, 06 dicembre 2006 15:47
Coming soon...Scusate l'assenza, sono stato molto impegnato.
Non mancate, tra poco torna la notte, e ne ho un po' di buona... gio, 26 ottobre 2006 19:24
Ghost Reveries - Opeth
Ho cominciato...
Bass guitars: Fender Jazz bass (Marcus Miller sign.), Fender Jazz bass fretless, Fender Jazz standard, D'addario strings Acoustic guitars: CF Martin 00016GT, Takamine 12 string, Thomastik strings, D'addario strings (Phosphor bronze) Drums: Tama Custom kit, Sabian cymbals, Vic Firth sticks, Remo heads, various percussion instruments Amps: Laney (various), Mesa Boogie Rectifiers, Vox hybrid amp, Ampeg (Bass amp) Keyboards: Nord Electro, Nord Lead, both from Clavia ![]() lun, 16 ottobre 2006 14:15
Nel silenzio dell'animo delle serate assoldate in discoteca"il romanzo di fantasia è come una festa fuori moda." L.F. Cèline. Nel silenzio dell'animo delle serate assoldate in discoteca, del volume schiacciante della musica wave, si cade in basso nella coscienza, tra uno scontrino e un altro la notte si fa ancor più fonda. Lavoro con l'ironia ch'occorre per affrontare i pensieri e il mondo di speranze, che di giorno in giorno sembra allontanarsi dalla mia realtà, spedita verso l'orizzonte dell'indomani, dritto nell'aurora. Sono andato insieme a mia madre all'IKEA a vedere una cucina al volo per casa nuova... camminavo e lei mi seguiva, era la prima volta che mi capitava una cosa del genere. Non ce la faceva a ternere il mio passo... trotterellava, lei che è guida turistica con i piedi da legionario, ormai è anziana... mi fermavo a vederla, per aspettarla, nulla da fare.... e con la malinconia dentro, sapendo che di tutti gli anni di duro lavoro, non ha messo nulla da parte per sè, è finito tutto in pasto ad altri... nulla per garantirsi la vecchiaia, nulla di nulla. Nello spazio espositorio, passavano giovani coppie, con i conti ben fatti, camminavano, spesso litigavano per quella felicità bisticciosa ch'é l'amore... Camere per figli già prodotti o in programma, cucine semplice o sfiziosa disegnata e architettata, camera da letto carina o elegante in pronta consegna, letti grandi progettati più per il sonno che per la felicità di coppia, di tutto. Nella cianfrusaglia nervosa di oggetti prodotti ovunque nel mondo, il piano del guadagno migliardario... Parlavo con la cassiera, diceva che avevano cancellato la ordinazione fatta, che bisognava rifarla, un'altra ora ci serviva... nel frattempo mia madre girovagava fra le marmellate svedesi d.o.c., una piccola bambina che s'è vista volare il tempo, fra una marmellata e un'altra fatta qua o fatta là. Tenevo sotto controllo il cellulare, che toccava avvisare del ritardo, con un'occhio all'orologio che m'aspettano per parlarmi, loro, gli scienziati... Ordinato, pagato, perso tempo, poi dritto in laboratorio, che malpensano, e a malpensare la gente c'azzecca troppo poco. Nella metro nulla di diverso da sempre, tutto ungioso, come sempre, appunto. Ci vuole un certo coraggio, ad alzarsi, guardarsi intorno, e capire che niente e poi niente potrà mai cambiare, di questa scelleratezza abituale, vestirsi ed andarsene in giro a terminare le proprie faccende, burocrati dell'animo e della sopravvivenza ,rincorrendo le carte di una possibilità pratica, anche se pur piccola, di raggiungere qualcosa di magnifico, di onesto, e di sensato, magari in fondo ad un angolo, aggrappato ai pali imburrati di sudore salariato dei mezzi di trasporto, mentre le ultime forchettate della gioventù ti bucherellano tutto, come una povera braciola al fuoco, ferree e inesorabili, in pasto all'ingiustizia. E io, me ne sto qua, con gli occhi sgranati al mondo, sempre più perso, sprofondiamo progressivamente, che comunque vada, solo una fine faremo noi, ce lo siamo proprio meritato tutto questÃinferno... mar, 10 ottobre 2006 16:59
...il colore della mia notte, sempre più torpida e maleodorante, che mi parla soltanto di verità.
Dallo specchio niente di buono, son tutto consunto, sdrucito, il viso come stropicciato da fegato malato, forse mi sto avvelenando con qualcosa in laboratorio senza nemmeno farci caso, esiste veramente un limite all'esistenza, ormai superato, che m'accingo a cercare con i miei stessi occhi, che come da spigola malandata, son diventati gialli a forza di tenerli aperti anche quando conviene averli chiusi, serrati al dire il vero, come fanno i bimbi quando hanno paura, ne sanno più di me loro, Ah, lavorare, ah studiare, ah la barba, sapere di più di cosa puoi nel buio dei miei stessi occhi, CÈline aveva proprio ragione, anche troppo, lui ha già detto tutto quello che occorreva dirsi in faccia, una volta per tutte, quand'è che sono stato contento di sapere la verità, ah, concludere che è soltanto quotidianità come andare al cesso insomma; la Verità ch'e' soltanto MORTE, non ci si riesce a tenerla alla larga, nemmeno nell'astrazione di queste pagine, Questo prendersi in giro, malgrado tutto, come se fosse l'ultimo dei divertimenti permessi, come se non ci fosse altro modo, 'st'inganno infinito.
Il vantaggio della carta stampata è che l'autore non è mai rintracciabile dal testo; hai capito perché la gente non vede l'ora d'essere pubblicata, infatti, Eris mi ha risposto, quando l'ho scritto nemmeno avevo immaginato potesse accadere davvero, si sa, si scrive per parlar male di nascosto; non finisce mai di sorprendermi questa ragazza. C'è una differenza troppo netta, tra il mondo che lei racconta e quello che i miei occhi non dimenticano di aver visto. Sembrava un pesce d'aprile, ma aprile non è: "ti ritengo una persona importante" che onore, accipicchia,che bella fortuna! Un onore dedito solo a pochi da insudiciare con parole che risuonano di comodità, in pasto alla rabbia cornuta e frustrata del fidanzato geloso, e umiliato che si fa criminale per ripagare con premi e regali le briosità vaginale di lei: 'sto regalo di vergogna che gli vien fatto. Mentre l'etica e la giustizia di questo mondo si fanno fottere come pecore rimbecillite dalla sua MORTE, che lei sÃostina a chiamare confusione, o anche amore, sempre là stiamo, Amore e Morte: i due temi della letteratura, in questo suo sudicio romanzo della vita che comincia a stufarmi, non se ne può proprio... La vedo cercarmi in biblioteca strisciante, chiamarmi al cellulare, scrivermi mail, parlare con i miei amici, cercare mie tracce su google, e approvvigionare a questo blog ch'è l'ultima spiaggia, inquinata della mia coscienza, ci ormeggiano solo i naufraghi di questa tempesta ch'è la consapevolezza, Malgrado sia cascato l'asino si rigira la solita frittata della MORTE con lui e la MENZOGNA con me; che a forza di tenerla, è ora nera, Questa incredibile vergogna della propria intimità, tutta da nascondere, in questo suicidio, delle buone parole! Voila', ti voglio bene! Voila', sei importante! Fai bene, al suo posto mi nasconderei pure io, oltre che a lui. AH, CHE NON SE NE PARLI PIU'! è ora che gli innocenti smettano di soffrire, una volta per tutte; non è mica la vita, il vero amore degli uomini. è un lusso sproporzionato, devono rincare la dose, in recidiva, incorreggibili... devo rosicchiarti tutto, fino alla morte... L'insensato non è che esistano; è lottare per loro, per non farsi prendere dalla disperazione dellÃesistere proprio, è aiutare il prossimo... Questa follia, ch'è vivere insieme... Una piccola aggiunta che differenza non fa, ma è l'unica salvezza per il sè, ora, al colore della mia notte, sempre più torpida e maleodorante che mi parla soltanto di verità, e che mente mai, fino al Termine, di questo Viaggio triste; Non sono mai riuscito a essere cattivo a sufficienza, per sfuggire bene da queste cose, io... sab, 16 settembre 2006 11:51
Notte Bianca a RomaSubito a lavar i pantaloni macchiati, sembrava m'avessero sparato al linguine con una palla di cioccolata, peccato che fosse vomito... e la maglietta, che l'odor del vomito si fa tutto suo, tutto quello che ha visto, e che ha toccato. C'era poco da sperare, non bisogna mai farsi illusioni... un po' come tutto, che in questi casi occorre soltanto premunirsi per il bis, ...che tanto quel facchino nello stomaco ne ha ancora le portate da restituirmi, io ne so quante, me lo ricordo ancora. Tempo di prepararsi, dopo un'attimo eccolo la', si torna a spruzzar! Su, per la gola! Su, per la narice! Evviva, la notte bianca! Evviva la vita! Che felicita'...
lun, 11 settembre 2006 13:15
Bel-Ami -Guy de Maupassant
ho cominciato...
Maupassant Guy de Bel-Ami I Grandi Libri [21] Introduzione di Mario Picchi. Traduzione di Giorgio Caproni. 1965 (XIX ed. 2003). XXIV + 328 pagine ¤ 7.50 (Lire 14522) ISBN 881136021-8 ven, 08 settembre 2006 12:20
Di notti così...Di notti così, ne devono passare fin troppe per far l'attimo con cui si perde all'orizzonte la gioventù, inesorabile, del tutto incurante di lasciarlo indietro... occhi che si chiudono sul cielo cobalto, assonnati, dal mattino. Alzarsi, viaggiare, prendere le pipette, pipettare sostanze, cercare sul computer per ore e ore... come se tutto fosse là, tutte le tue risposte. Ogni volta ci pipetti anche un po' della tua anima in quelle provettine minuscole, - e stai attento a non contaminar, a non toccar, a non allugar l'occhio alle tue colleghe... si fa presto a consumare il giorno che esci e ti è gia sera fuori, e notte dentro... mentre il tempo passa e i guai con tutta la morte che appioppata sulla schiena sua, sta sempre là ad aspettarti, compiaciuto dei tuoi sforzi...
ven, 08 settembre 2006 12:06
Trasumanar e organizzar -Pier Paolo Pasolini
Ho cominciato...
Trasumanar e organizzar, -Pier Paolo Pasolini.
gio, 07 settembre 2006 17:59
Viaggio al Termine della Notte - Louis Ferdinand Céline pg.1"E’ cominciata così. Io, avevo
mai detto niente. Niente. E’ Arthur Ganate che mi ha fatto
parlare. Arthur, uno studente, un fagiolo anche lui, un compagno.
Ci troviamo dunque a Place Clichy. Era dopo pranzo. Vuol parlarmi.
Lo ascolto. -Non restiamo fuori! mi dice lui. Torniamo dentro!-.
Rientro con lui. Ecco. -Sta terrazza, attacca lui, va bene per
le uova alla coque! Vieni di qua-. Allora, ci accorgiamo anche
che non c'era nessuno per le strade, a causa del caldo; niente
vetture, nulla. Quando fa molto freddo, lo stesso, non c'è
nessuno per le strade; è lui, a quel che ricordo, che
mi aveva detto in proposito: - Quelli di Parigi hanno sempre
l'aria occupata, ma di fatto, vanno a passeggio da mattino a
sera; prova ne è che quando non va bene per passeggiare,
troppo freddo o troppo caldo, non li si vede più; son
tutti dentro a prendersi il caffè con la crema e boccali
di birra. E’ così! Il secolo della velocità!
Dicono loro. Dove mai? Grandi cambiamenti! Ti raccontano loro.
Che roba è? E’ cambiato niente, in verità.
Continuano a stupirsi e basta. E nemmeno questo è nuovo
per niente. Parole, e nemmeno tante, anche le parole che son
cambiate! Due o tre di qui, di là, di quelle piccole...-
Tutti fieri allora d'aver fatto risuonare queste utili verità,
siamo rimasti là seduti, incantati, a guardare le dame
del caffè. sab, 02 settembre 2006 11:55
Non avevo ancora imparato che esistono due umanità, quella dei ricchi e quella dei poveri." Si perde la maggior parte della propria gioventù a colpi di goffaggini. Era chiaro che stava per abbandonarmi la beneamata, presto e per sempre. Non avevo ancora imparato che esistono due umanità molto diverse, quella dei ricchi e quella dei poveri. Mi ci son voluti, come a tanti, vent'anni e la guerra, per imparare a starmene nella mia categoria, a chiedere il prezzo delle cose e degli esseri prima di prenderli, e soprattutto prima di attaccarmici." Viaggio al termine della notte - L.F.Céline
Dopo un paio di giorni dal fattaccio si sono fatti vivi G&M, dicevano che avevano capito le cose come stavano prima che accadessero; "ma era dover suo dirmi come stessero le cose." Nessuno vuol mai prendersi la responsabilità di riferire la verità... che tante volte se la prendono proprio con te, incolpevole. Avevano visto lei e il pusher il giorno prima, lei diceva di essere una vittima, G gli ha ricordato che lei era quella che stava anscondendo le cose, che la responsabilità era sua, che non me lo meritavo... etc. Mi hanno detto che E. pensava che avessi i soldi che mi atteggiassi da povero per essere umile... Ah, tutte 'ste virtù... "Lei è così, vedo soprattutto i soldi in un uomo" mi diceva M. che c'aveva convissuto. Nemmeno a prevenirle le cose, che tutto questo Male si avviluppa ugualmodo, incurante, per sempre... Preventivamente le avevo detto "al massimo mi posso permettere di offrirti un caffé alla macchinetta" a quella puttanella. Mi sembrava in fin dei conti assurda 'sta storia,.. nemmeno a dichiararlo apertamente ci si riesce a tenere lontana certa gente... esistono per farti soffrire, ecco, tutto qua, ed è meglio assicurasi che non vengano vicino ad alitarti il loro odio eternamente classista per te, che siano loro stessi ricchi o meno, è lo stesso... se ne vadano a defecare le loro frustrazioni altrove; ma non ho mai finito di sperare che ci potesse essere una dimensione di dialogo con queste persone... un'etica riferente a tutti gli esseri umani... Loro due continuavano a litigare in continuazione... a becchettarsi, in tutti i modi. Si vedeva l'odio dentro che traboccava, pluff, pluff, come latte in ebullizione. Era straodinario vedere lui incassare così tanto e vedere lei mostrare tutta quella ostilità nei suoi confronti... A 27 anni rischiava il suo terzo infarto lui... poverino, gli sarebbe stato fatale. Lei se ne ricordava soltanto quando eran gli altri a fargli del male... Non riusciva ad accettare completamente la bimba nel grembo, fumava un pacco di sigarette e beveva birra malgrado fosse al ottavo mese di gravidanza, se ne sbatteva della salute della futura nascitura... era triste pensare che mondo era pronto ad accogliere la bimba, una volta nata... C'ho parlato un po', ho cercato di farle capire che G stava facendo uno sforzo strordinario, che doveva essere orgogliosa di aver trovato una persona così, cose del genere, retorica eroica ch'andava bene per un film epico, ma per niente valeva adesso... le ribalzava contro. ...Rendiamoci conto che nel mondo non vi è spazio per le astrazioni. ...Il dialogo ...solo cazzate. Il mondo delle idee e il mondo reale sono molto lontane... e serve a niente riavvicinarle. lo dice pure uno scrittore, non mi ricordo chi. Loro due sono come gli animali, devono crescere assieme per stare bene... e adesso ormai... Pensavo a quanto di sincero ci fosse nelle loro parole, se si schierassero a mio favore davanti a me per compiacermi, o se effettivamente avevano un giudizio critico nei confronti di eris... sicuramente. Loro due nel tempo continuavano a litigare me ne sono fregato, e ho aspettato Tommy che mi venisse a prendere. Fuori dal ristorante cinesa, sembrava essere liberi da una lunga prigionia. Saranno tutti i fumi di fritture che si vanno a saturarti l'anima e i polmoni soprattutto, era una bella liberazione respirare l'aria... Faceva fresco, la notte era tranquilla. mer, 30 agosto 2006 16:44
L'odio sovrano che mi gonfiava dentro di soddisfazione..."Siediti e attendi sulla sfonda del fiume, presto vedrai il cadavere del tuo nemico passare." - detto cinese (penso) Dopo 3 settimane mi giunge un sms dal cell. della sorella di E., è lei. é strano scoprirsi in fin dei conti vincenti, anche contro l'assurdo del gioco sporco di questa tizia... Con tono presuntuoso, sostenava di essere curiosa di sapere cosa avessi da dirle, se non avevo paura di lui, visto che l'ultima volta le dissi di cercarmi almeno per chiarirsi per spiegare il disastro... la mia solita cosa del non lasciare feriti in campo, ma che in realtà non che menzogna... lo faccio tanto per... e lei non l'aveva capito. é tutta dialettica... Non le rispondo, tanto che c'è da dirle... Dopo un po' me ne arriva un'altro... con tono di sofferenza, si sentiva dalle parole che l'attesa di una mia risposta la stava logorando dentro... diceva di farmi vivo appena leggevo... era gratificante, per una volta vederla così. Faceva tutto col cell. della sorella, per nascondersi meglio dagli occhi vigili del suo dead-man-walking... infin dei conti non stava facendo niente di nuovo. Era giusto ridicolo, magari aveva appena litigato con lui e come sempre voleva ripiegare su di me... e farlo di nascosto... un gioco ormai vecchio e anche noioso... Le ho risposto che potevamo farlo solo se parlavamo seriamente. Dopo un po' mi risponde che ci ha ripensato, che sentiva che il mio tono non era accogliente... roba da ridere per tutta la vita, pensava di deridere l'umanità intera. Evidentemente non era SERIA... Le ho scritto che non poteva pretendere niente visto quello che mi ha fatto, e che è la solita indecisa del cazzo. Ridevo mentre scrivevo, mi sentivo sadico, godevo dentro nel vederla umiliata, nel aver avuto ragione, con l'ODIO SOVRANO che mi gonfiava dentro di soddisfazione, che per una volta, son riuscito a far giustizia... che certe cose bisgona risolverle subito. come con le zanzare... appena te ne rendi conto e soprattutto appena puoi, prima che se ne vadano a nascondersi un'altra volta, in questo buio. lun, 28 agosto 2006 19:51
Due di Due - Andrea De Carlo pg 236 Bompiani ed Milano 2005
"Era allo sbaraglio, senza la minima rete di protezione: senza i soldi per tornarsene in Italia se lo avesse voluto né la possibilità morale di avvettarli da nessumo. Eppure non sembrava mai particolarmente preoccupato della sua sopravvivenza; era cosa fare nella vita che lo preoccupava, he genere di strada seguire adesso che aveva ventiquattro anni.
Nelle decisioni di qualunque importanza cercava di non contrastare quello che gli sembrava il corso naturale degli avvenimenti. Avevauna strana forma discontinua di fatalismo, che lo induceva a farsi trascinare fino al cuore di una situazione e solo allora reagire d'improbbiso, rimescolare con furia gli elementi in gioco. Si lasciava affondare in rapporti e attività e luoghi che per istinto fli erano estranei; perfetti, ricominciava da capo a cercare nel paesaggio una traccia da seguire."
mer, 23 agosto 2006 10:36
mar, 22 agosto 2006 17:29
Il tuo buddha della compassione si è spento dinanzi al tuo egoismo, alla tua ignoranza."I favori dei grandi gettano un'aureola attorno al capo del loro fortunato oggetto di scelta." La Linea d'Ombra - Joseph Conrad
Bisogna star attenti a raccontare le cose, che presto si trasformano, senza nemmeno aver avuto il tempo di capirle veramente, col rischio poi di cascarci definitivamente... in questa vita. Dopo il viaggio al mare provo a chiamarla ma non mi risponde, poi finalmente quando lo fa mi urla al telefono cose "Ma da quando e' un affare tuo?" Piu- o meno dal momento che mi tratti male, le ho risposto. La gente e' talmente fetida che a corpire la prorpia merda, a camuffare la vergogna non ce la fanno piu', ti urlano, ti insultano, fin tanto che provano gli ultimi tentativi di coprirsi, di lavarsi via questo schifo, ma è la vita che macchia, AIVOGLIA, a strofinare... Dopo qualche giorno mi chiama un albanese, dice di essere il fidanzato di lei da 2 anni. Non so che rispondergli, mi fa domande precise, gli rispondo, aveva bisogno di capire cosa stesse succedendo. Tra mezze minacce, mezzi favori tra uomini mi chiede se me la sono scopata. Gli dico di non chiamarmi col numero anonimo, si scusa e mi richiama dopo un po', col viva voce, ma sempre col anonimo. "Io sono un uomo vero", continua a dire, ma si nasconde sempre dietro un dito, in fondo ha paura che abbia modo rintracciarlo, non fa niente, in fin dei conti era la stessa cosa. Mi ri fa la domanda, la furba continuava a negare anche dinanzi all'evidenza, gli chiedo se lei mi ascolta, mi dice di si'. Quando a regnare non vi e' un sovranno che faccia rispettare le leggi etiche, quando non vi e' un Dio giusto, come e' in questa terra dimenticata da Dio, allora occorre punire, con ordine e disprezzo. Scandisco "Si', una volta, questo finesettimana. Io lo so, lei lo sa,adesso lo sai anche tu." Dice che mi richiama perche' mi vuole vedere. Mi richiama sempre col anonimo... In fin dei conti non avevo motivo di aver paure, ci vediamo parliamo un po', ma c'e' veramente poco da dirsi... mi sentivo mortificato, non avrei mai fatto una cosa del genere consapevolmente... Per conto mio, avevo semplicente il bisogno di vedere lei, per avere una conferma, sai tante volte... Mi accompagna in macchina. Guidava come un folle, correva e sbandava quanto la sua vita, presto lo avrebbe fatto piu' della sua stessa vita... lo guardavo e pensavo a Orlando... presto sara' abbrustolito in una sterzata troppo azzardata, a infestare l'aria di fetore d'arrosto umano... Faceva lo spaccaitore, 2 volte in carcere, 3 volte espulso, 1 volta respinto alla frontiera, 3 volte tornato col gommone. La Miss "Io Torino elegante" stava con uno spacciatore, che parlava come una bestia... niente di male, ma l'insieme mi sembrava comico. In fondo non ce la facevo a volerli male, forse sarebbe stato opportuno, visto che era mio rivale da 5 mesi... peccato che non lo sapevo, sarebbero stati piu' interessanti. Arrivati alla casa dello studente, lei stava sdraiata sul letto, diceva di aver avuto un mancamento, in realta' aveva preso i suoi ansiolitici e aveva finto il malanno per denigrare le colpe... funzionava. la vecchia volpe, sorrideva col muso sul cuscino... Appena riusciti a tenere lui fuori dalla stanza, ha avuto pure la faccia tosta di darmi la colpa di cio' che era avvenuto... "Per colpa tua sono nella merda!" Le rispondo, "No questa merda e' la tua merda." Le dico di lasciare sto pazzo, che tanto gli rimaneva poco sul pianeta terra, che erano due palle... Ognittanto rientrava il miserabile, innervosito dai dialoghi sottovoce, poraccio, era ridotto male, cercavo di gestire la sua personalita'... poteva diventare pericoloso, se non veniva controllato... E. ci riusciva, gli diceva qualcosa nella loro lingua. Il poraccio diceva cose senza senso "Qua e' tutto mio!Le tue gentilezze non valgono niente!" Poi si riusciva a farlo uscire, e rientrava e poi tutt'accapo, ricominciava, un'altra zaffata di odio, con tutta la morte che lui spacciava dal profondo dell'anima che gli usciva a rutti. La saluto (sempre meglio salutarsi bene, anche per finta che tanto non cambia niente) e me ne voglio andare, lui mi chiude a chiave dentro e ricomincia a inveire, "Tanto fara' cosi' anche con te, e' vendicativa lei, non sai quante me ne ha combinate,'sta troia!", mi sorprendeva l'onesta' sua, lo spirito critico, peccato che stesse parlado della propria fidanzata, peccato davvero. Ho pensato di chiamare la Pula, di denunciare lui, per sequestro di persona, poi lei l'avrebbero indagata per associazione a delinquere, visto che gli dava un tetto, e una macchina, che lui utilizzava per i suoi schifosi lucri... poi a uno cosi', basta che lo saluti che t'arrestano pure a te, ma alla fine non ne valeva la pena... era semplicemente troppo casino per un cornuto. Voleva che lei mi dicesse di starle lontano, mi giro e gli dico di non preoccuparsi che sarei stato io alla larga da lei! Ho salutato la sorella, raccontato due cazzate e via! mai piu'!Meglio starsene alla larga... che non e' mai troppo tardi, per finire zuppo nella merda altrui. E. se mai ti capiterà di leggere queste pagine, sappi che non ce l'ho con te, credimi, hai semplicemente sbagliato, e adesso pagherai salatissimo questo errore... Senza il mio aiuto,a Settembre verrai boccaita a chimica, e cosi' a novembre a Biologia, a dicembre scadrà la tua borsa di studio, perderai l'alloggio alla casa dello studente e sarai per strada... lavorerai, ma a Torino, che qua l'unico che ti poteva aiutare a trovare un lavoro ero io... te ne andrai da Roma, senza aver dato 1 esame e senza fartene nulla di questi 2 anni e mezzo della tua vita (che nella tua follia, credi di vivere consumando la vita di chi sfrutti; ma e' sempre la tua ad andar via ogni istante!) in questa citta', che in fin dei conti non rispetti, e che non ti rispetta di conseguenza. Bastava che me lo dicessi, ch'eri tornata col tuo ex... ti avrei aiutato ugualmodo, come ho aiutato tant'altre persone nei guai... fin quando ne avresti avuto bisogno, veramente, ma non l'hai fatto... Hai sbagliato. Ero la tua unica speranza di fare qualche esame... prima di dicembre, faceva la differenza, veramente. Magari avresti lavorato mentre studiavi, lo fanno in molti, e ce la fanno. Ora non ti posso più aiutare, il tuo buddha della compassione si è spento dinanzi al tuo egoismo, alla tua ignoranza... e ora non ti rimane che quel uomo, che gli puzza l'alito di Morte.
mar, 22 agosto 2006 16:47
Forse c'era finalmente qualcosa di buono...Durante la notte, sono sbucato dalla tenda, faceva troppo caldo dentro in due... ho preso un sdraio da un impianto balneare, c'erano dei senegalesi che vigilavano gli sdraio. Esiste tutto un popolo d'immigrati che vivono di lavoro duro, come questo, senza una minima garanzia, all'oscuro della gente benestante che sarebbe venuta a sdraiare le loro pancie lardose sulla spiaggia la mattina a seguire. Soffiava un certo vento... in lontananza il cielo tuonava forte... s'illuminava il cielo di grigio, si scrutavano allora le nuvole assedianti attorno alle nostre tende. Dietro di noi i monti a strapiombo, davanti il mare. Galleggiava la boa di sicurezza a qualche metro dal bagnasciuga... era un mare balordo quello, ti s'inghiotta in un boccone solo, quello. E. si è seduta accanto a me in vestaglia... aveva una scucitura alla schiena... era simpatica, "io Torino elegante! Io Torino fine!" e poi si presentava con una scucitura. Mi guardava preoccupata... di non capirmi... ma quando è che mi ha mai capito? che differenza fa? "Che hai?" "niente." ero come sempre vi giuro. Il mare sembra sempre una gran scoperta, non si fa altro che sperare che ti racconti qualcosa. Lo guardavo, o ascoltavo, ma niente. Oggi taceva non era proprio cosa. In quel nero che è il mare di notte, c'è tutto ciò di cui non osiamo domandarci...continuiamo a contemplarlo da millioni di anni, senza mai capirci un gran che. G. è spuntato dalla sua tenda, sorpreso, "vi siete messi sullo sdraio?" Ho rimesso lo sdraio a posto e siamo tornati in tenda... Lo splendore, la poesia, i sogni... son tutti svaniti. Non ci riuscivo più... è questo vivere? divenire sempre più incapaci di esterefarsi? A forza di resistere a pene insopportabili ci avviciniamo alla non-sofferenza; ma a quale prezzo? Ritorniamo a roma, rimedio un abito per G. per lavorare, E. mi fa "ma dove ce le hai queste cose?"... Mi guardava un po' sorpresa... è vero che non ha mai capito niente di me. La saluto, saluto loro e ciao. Il giorno dopo mi sono alzato contento, rilassato, forse c'era finalmente qualcosa di buono in questo mondo assurdo. lun, 21 agosto 2006 16:32
Dunque, avevamo montato le tende rivolte verso il mare.Una volta sarei rimasto sconvolto da una cosa del genere... a crederci c'è dell'assurdo... una settimana a correre dietro a G.&M. i due torinesi in fuga da torino,alla fine le cose sembravano sistemarsi... G aveva un lavoro in una immobiliare, e aveva ricevuto una seconda offerta da un centro TIM. Dormivano nel furgoncino... li avrei ospitati a casa, ma nemmeno io sono un maharaja. Lei continuava a inveire contro i suoi genitori adottivi, al padre soprattutto che si era speso i soldi della figliastra in cocaina, i soldi che le servivano adesso... "Grazie kyo, è merito tuo."mi faceva G. Alla fine è bastato poco, li ho portati un po' in giro e ha fatto tutto da solo. Decidiamo di partire nell'insegna della serenità verso il mare. G. dice che ne conosce uno... siamo finito in basilicata dopo 5 ore di macchina... alla faccia dell'uscita di fine settimana. E. si era accollata, sembrava quasi strano vederla cercarmi... mi ero abituato male... o forse ero già corazzato... Il problema in realtà era converso... Lei mi guardava forse un po' orgogliosa, che mostrassi tutta questa generosità, o chissà. Siamo giunti al mare ormai notte, non si vedeva più niente. Ci saremmo infilzati le orbite con le stecche della tenda. Una mera follia. Alla fine fiorellino monta tutte e due le tende. Una pizza e poi la notte. A pensare e a sognare la poesia si fa molto presto, ma dinanzi alla sua fenomenologia, ci si riduce presto ammutoliti. "Fino a 18 anni tutti scrivono poesie, ma dopo si distinguono due categorie: i poeti e i cretini." diceva Benedetto Croce. Dunque, avevamo montato le tende rivolte verso il mare. Smbrava di essere al teatro col mare... Lontano dall'universo folle della metropoli, ero giunto al mare,. lun, 21 agosto 2006 16:13
Romance & Cigarettes - John TurturroOggi ho visto... Romance & Cigarettes Regia: John Turturro Tula Kate Winslet Strano musical, veramente. Ha anche un certo senso dell'humor particolare. Buono. Voto:7.7 lun, 21 agosto 2006 15:59
La Terra - Sergio RubiniOggi ho visto...
La Terra
Un film di Sergio Rubini. Con Fabrizio Bentivoglio, Paolo Briguglia, Emilio Solfrizzi, Massimo Venturiello, Claudia Gerini, Giovanna Di Rauso, Sergio Rubini, Marisa Eugeni. Genere Thriller, colore, 112 minuti. Produzione Italia 2006. Ambientazione spettacolare nella cuore del salento... forse la sceneggiatura non è altrettanto forte ma non è male. Peccato per il plot solito meridionale della mafia e mafietta locale... quando vedremo un film che trovi qualcosa d'inesplorato da raccontare di questa terra magnifica? Voto:7.2 lun, 21 agosto 2006 15:47
Radio America - Robert AltmanOggi ho visto...
RADIO AMERICA
Genere: commedia
Cast: Meryl Streep, Lindsay Lohan, Woody Harrelson, Kevin Kline, John C. Reilly, Tommy Lee Jones Anno: 2006 Durata: 100' Nazione: Stati Uniti Regia: Robert Altman Sceneggiatura: Garrison Keillor Distribuzione: Medusa Fotografia: Edward Lachman Scenografia: Dina Goldman Musiche: Richard Dworsky
Benvenuti nel cinema d'autore di Robert Altman. Devo dire purtroppo che quando non fa un drammatico, Altman mi noia a morte... e visto che nella bara è sempre meglio finirci più tardi, me ne sono andato via a metà film.
Voto: S.N. (non posso giudicare ciò che non ha visto tutto.) Tag:
altman
ven, 11 agosto 2006 13:33
"Viaggio al Termine della Notte" - Louis Ferdinand Céline pg.221pg.221 "Piccole colline pelate, boschetti di betulle intorno a laghi minuscoli, gente che leggeva qua e la' dei rotocalchi grigiastri sotto il cielo pesante di nuvole di piombo. Evitavamo con Molly le confidenze complicate. E poi, lei era decisa. Era troppo sincera per ave-re molte cose da dire a proposito di un dispiacere. Quelche le capitava dentro le bastava, nel suo cuore. Ci abbracciavamo. Ma io non l'abbracciavo bene, come avrei dovuto, in ginocchio a essere sinceri. Pensavo sempre un po' a un'altra cosa al tempo stesso, non perdere tempo e tenerezza, come se volessi conservare tutto per un non so che di meraviglioso, di sublime, per piu' lun, 31 luglio 2006 12:38
lun, 31 luglio 2006 12:15
Inguaiati fino al collo dai debiti da saldare e debitori che non saldano.
Sono venuti degli "amici" di Fiorellino, Lei incinta di 8 mesi, Lui
nella merda. è incredibile come certa gente abbia la faccia tosta di
chiederti aiuto dopo averti pugnalato dalle spalle... Li avrei arsi nel fuoco gelido dell'inferno per quello che le ha fatto lei, ma forse è cambiata lei, ora che è madre, bisognava aiutarli comunque, per la bimba che deve nascere. Inguaiati fino al collo dai
debiti da saldare e debitori che non saldano. Si sono tuffati a Roma
nella speranza di confondersi e di diventare irraggiungibili... ci sono delle città che si sono costruite così, da persone che volevano sfuggire per sempre dal proprio passato, e dalle pugnalate di gente a cui si aveva affidato la propria esistenza. Un modo per ricominciare.
Dunque si sono scelti Roma, i due torinesi. Al telefono argomentavano presi dall'odio, urlavano, ricattavano, combattevano gli infami... Vedendoli mi chiedevo chi fossero realmente loro due... i simili finiscono per stare sempre tra di loro e se erano circordanti da drogati e ricchi bastardi... Di loro francamente non me ne poteva fregare niente, ma il pancione di lei mi chiedeva di salvarli il culo che tra 2 mesi deve uscire di casa pure lei. Dai mille problemi di questi due da risolvere, "fai qualcosa" mi faceva fiorellino tra un "non ce la faccio più a vederli." e un altro. Ci contava non si può deludere lei... è l'unica cosa che riesca a darmi un po' di vita. Bisogna stupire la vita, in ogni istante, abbagliarla con la luce delle imprese assurde... e sperare che non riesca mai a vederti bene... e soprattutto che non ti trovi assieme al suo buio, prima del giugersi della morte. Gli ho dato un numero di una tizia che affitta la casa per l'estate, abbiamo fatto dei giri per tutta roma per trovare un lavoro al marito. Non gli è voluto niente... alla terza Tecnocasa, lo hanno assunto. Non poteva che andare così in fondo... gli occhi di un padre che pensa al nascituro fanno più luce di questo buio ch'è l'esistenza moderna. E se non ci si aiuta tra poveri... malgrado lo schifo che ci si fa. mar, 25 luglio 2006 12:42
Notte in Libano
Stringere la mano di questa donna significa o associarti a delinquere o condannarti all'inferno...
"Una cattiva pace e' peggiore anche di una guerra." - non mi ricordo chi. ven, 21 luglio 2006 12:30
Munich - Steven SpielbergMunich (2005)
Decisamente il miglior film di Spielberg. Abbandona quella infantilita' che ai piu' scettici del suo cinema dava fatidio... in questo film lo si puo' contestare per le sue idee ma non lo si puo' piu' beffeggiare. Spielberg gira sempre da dio ma l'ho sempre considerato un idiota, e questo film mi fa rimangiare tutto. Munich fa riferimento al sequestro finito malissimo di 9 atleti Israeliani e la risposta del Mossad ai Fedayn in tutta l'europa. e' chiaro che e' di parte, ma non cade nel patetico. Film molto bello, andatelo a vedere. Voto: 9.2 mer, 19 luglio 2006 14:45
Notte fonda nel mio animo.Vi chiedo se vivere assieme a tutta la pena di questo mondo, abbia un senso... mar, 18 luglio 2006 10:21
Silent Hill - Christophe GansSilent Hill (2006)
Dall'omonimo gioco della PS, finalmente un Horror come si deve, in pieno stile Yamaoka, un tuffo nel supernaturale e nell'angoscia... non e' un horror fondato sullo spavento o sul paranormale, ma sui drammi personali. Chi ha giocato sulla PS sa benissimo di cosa parlo. Arie, avvolte nostalgiche, avvolte maledette. Straordinarie certe scene di trasformazione con l'arrivo del "buio", la materia assume significati binomiali... correte se sentite le sirene...
E' particolare l'atmosfera di ORRORE, ripresa dagli orrori veri del nostro passato (2 guerra mondiale), sirene, bunker, maschere da Gas, bambini che piangono, madri che cercano i figli... Ottimo il finale... coerente. A me e' piaciuto molto. Se sieti esperti di horro, o se avete giocato alla PS, ve lo consiglio ampiamente. Voto:10.0 per un'opera indimenticabile del genere suo. gio, 13 luglio 2006 14:14
--==SPECIALE==-- La 25a Ora - Spike Leeoggi ho rivisto... La 25a Ora - Spike Lee
Decisamente il flm che mi ha sconvolto di piu'. Sono le ultime ore di Monty, spacciatore di eroina, tradito dal suo collega finisce in manette. Si sa', finire in galera in una citta' come New York non e' come affatto come finire a Regina Coeli. E' letterarmente, come essere condannati a morte. Monty lo sa.
Attenzione, non e' un polizziesco, e' un drammatico. Inevitabile la mea culpa di Monty: aveva una vita che malgrado le difficolta' poteva essere diversa, ma invece hai rovinato tutto, brutto stronzo! Incredibile la scena davanti allo specchio, una autentica caccia al colpevole non materiale, ma esistenziale al proprio dramma. Di chi e' la colpa? dei negri di Harlem? dei Coreani? dei Russi mafiosi? degli Ebrei di Downtown? dei Gay? di Gesu'? di Bin Laden? di Bush? Monty si risponde davanti lo specchio,"No, e' colpa tua ..." Una scena che e' ripresa dal suo primo film "Fai la Cosa Giusta", scena che allora aveva una connotazione razzista, in questo film lo carica di nuovi elementi... molto piu' complicati e astratti. E' una carrellata del Male del 2000.
per il capolavoro di questo calibro, Voto: 12.0 |
Notte tempo
Incontri di viaggio
L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. P.P.Pasolini
Notte fonda
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